Bio

Biography

Bio 

Orazio   Saracino

(ENG) Orazio Saracino is a composer, pianist and arranger who strongly  believes in versatility as his strengths, dealing with original instrumental music/songs for movie/commercial/TV and much more.
He composed the music for short original films, not least the short film “I Gemelli” directed by Rocco Anelli which was selected by the European Film Festival.
In 2017 he released his first album of original pieces “IncontroTempo Suite” (Workin’ Label) and, in 2020, his second original discographic project “Vivere Piano” (Angapp Music).
In 2017 he was awarded among finalists in the International Contest “Salvatore Quasimodo” – composers section – with is original song “Musette”. He graduated cum laude in classical piano in 2007 at the Conservatory “N. Piccinni” of Bari. Afterwards, he studied classical composition and, recently, piano jazz at the Conservatory “Nino Rota” of Monopoli (BA). He earned a master’s degree in Music Composition for Film, TV and Commercials under the guidance of the film composer Francesco De Donatis.

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(ITA) Orazio Saracino è un compositore, pianista e arrangiatore che fa della versatilità il suo punto di forza, scrivendo musica strumentale e canzoni originali per film, TV, pubblicità e molto altro.
Ha composto musica per cortometraggi, non ultimo per il film breve “I Gemelli” del regista Rocco Anelli, selezionato nell’ambito del Festival del Cinema Europeo.
Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album di inediti “IncontroTempo Suite” (Workin’ Label), seguito nel 2020 dal suo secondo lavoro discografico “Vivere Piano” (Angapp Music).
Nel 2017 è stato selezionato tra i finalisti del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo” – sezione musica – ottenendo il terzo premio con la sua canzone originale “Musette”. Ha conseguito con lode il diploma in pianoforte classico nel 2007, presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. In seguito ha studiato composizione classica e, recentemente, pianoforte jazz presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. Ha conseguito inoltre il master post universitario in Composizione di Musica per Film, TV e spot sotto la guida del compositore di musica per film Francesco De Donatis.

 

(Intervista di Alceste Ayroldi)

Orazio, inizierei dal titolo del tuo album «Vivere Piano». E’ il concept del tuo lavoro?

Esattamente. Oltre a definirne il concept, «Vivere Piano» rappresenta una filosofia di vita che mi rispecchia, approccio calmo alla quotidianità in contrapposizione con il ritmo frenetico che la società moderna ci impone. Con l’auspicio che dall’esperienza della pandemia possa scaturire la conseguenza virtuosa di un rallentamento generale del mondo: lo dobbiamo a noi stessi, e al pianeta che abitiamo. Nel disco ho provato a tradurre in musica questo semplice concetto, ma che ai più sembra sfuggire, specie in occidente.

Ti sei occupato sia delle musiche, che dei testi che sono tutti in lingua italiana. Un aspetto piuttosto inconsueto, visto che spesso i testi nei brani di jazz sono in inglese. Sei partito dalle liriche o dalla musica?

Ho sempre ritrovato nella lingua italiana un grande potenziale sia in termini di metrica che di cantabilità, tali da poterla abbinare anche a stili musicali tipicamente associati ad altre lingue, tra cui il jazz. Nel processo creativo parto generalmente dalle liriche, sebbene la scrittura dei versi proceda spesso in parallelo con l’elaborazione delle prime idee musicali. 

Nel titolo un doppio significato. Vivere piano, infatti, è il secondo e nuovo lavoro discografico del 35enne pianista e compositore, ma anche ingegnere ambientale, di Giovinazzo Orazio Saracino.
Un titolo in cui l’artista sottolinea la sua passione per il pianoforte, ma che diventa anche una sorta di inno alla lentezza. «La mia disposizione d’animo mi porta ad essere calmo, tranquillo: la lentezza è insita in me – spiega Saracino-. Poi, con l’esperienza del lockdown, mi sono convinto ancora di più sulla qualità di un approccio verso questo modo di affrontare la vita. Sarà una visione utopistica, ma immagino una società post- Covid in cui si possano riscrivere le regole applicando i dettami della lentezza per non tornare alla frenesia della società occidentale a cui siamo abituati. Lasciamo la possibilità di cogliere la profondità delle cose, dell’attimo e i piccoli dettagli della vita che sono molto importanti». 

In questi giorni di emergenza Coronavirus le domande dei bambini disegnano il perimetro del mondo e, insieme, il senso della vita. Proprio i loro mille interrogativi sono al centro di una vecchia e popolare canzone francese di Guillaume Aldebert, ‘La vie c’est quoi?’, dialogo tra padre e figlia, che il musicista barese Orazio Saracino ha tradotto e riarrangiato facendola diventare ‘La vita cos’è’. Con le illustrazioni animate di Lucia Chianura, la voce di Mizio Vilardi, il mixaggio di Alex Grasso e il fondamentale contributo del piccolo Dario, il risultato in un video che è come una carezza

Un jazzman reprend en italien « La vie c’est quoi ? » d’Aldebert : bellissimo !
Pianiste de jazz italien, Orazio Saracino vient de publier une magnifique reprise de l’œuvre du chanteur bisontin, dialogue émouvant entre un père et sa fille.

Et si « La vie c’est quoi ? », le beau et très émouvant titre d’Aldebert , devenait la chanson du confinement ? Une chanson sous la forme d’un dialogue entre une fillette et son père, pleine de sagesse et d’espoir, se prêtant à merveille aux questions essentielles qu’il nous arrive de nous poser en ces temps étranges et difficiles.

Une chanson qui vient de traverser la frontière pour gagner un pays confronté aux mêmes jours sombres que les nôtres, peut-être pour les illuminer un peu. En Italie, le pianiste de jazz Orazio Saracino vient en effet de publier sa version traduite et chantée dans sa langue maternelle, « La vita cos’è ».